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La singolarità dei sistemi animati - NEW

Dr. Enrico Marabini

 

La Biologia contemporanea tende ad aderire al pensiero evolutivo darwiniano come se il problema dei sistemi animati esistenti sul nostro Pianeta avesse, finalmente, trovato la sua soluzione. Eppure, tanti sono coloro che riflettono sulla propria esistenza e si sono convinti che la VITA sta molto oltre gli attuali confini della conoscenza scientifica...

La singolarita.

Gli scienziati che aderiscono al “riduzionismo”, frequentemente influenzati da un inespresso convincimento materialistico, chiamano a propria giustificazione il tempo come portatore di nuove conoscenze sull’origine della vita.
Le differenti linee strategiche dell’indagine scientifica contemporanea in Biologia e in Medicina , come ad esempio, l’indirizzo della Bioinformatica, quello della Biologia molecolare o quello innovativo della nanomedicina (quale derivazione delle nanotecnologie), concorrono a dimostrare come la complessità della processualità propria dei sistemi animati fa riferimento a un qualcosa di completamente differente dalla processualità fisico-chimica dei sistemi inanimati. E, infine, se a tutto questo mare di conoscenze aggiungiamo le enormi problematiche sollecitate dall’emergente comportamento del sistema uomo, Marabini si chiede come sia possibile non intravvedere che nell’universo esiste un tipo di “realtà” incommensurabile che permette di giustificare il concetto della “singolarità dei sistemi animati”. Il libro è il frutto di numerosi anni di attività di ricerca uniti alla rivisitazione di scritti, lezioni e conferenze dell’Autore. Contrario ad ogni dogmatismo e ad ogni riduttivismo scientifico, Enrico Marabini considera l’essere umano nella sua totalità costitutiva biopsicotranspersonale in un perenne rapporto interattivo con tutte le realtà esistenti nell’universo. Da tale consapevolezza l’Autore coglie nei diversificati comportamenti umani (normali e straordinari, fisiologici e patologici, materiali e spirituali) la “naturalezza” di tutte le potenzialità biologiche, psicologiche e spirituali dell’uomo. Nel contempo afferma che le valutazioni di “normalità” o di “anormalità” attribuite alle diversificate manifestazioni emergenti dal comportamento acquistano una loro corretta giustificazione solo quando le manifestazioni stesse sono poste in relazione al “contesto” in cui sono inserite. Pertanto, sollecita l’abbandono del termine “parapsicologia”, perché parola epistemologicamente errata e rifiuta di considerare i cosiddetti fenomeni parapsicologici come fenomeni “anomali”.



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